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Luoghi di interesse

Vasca di Abegg

Tratto da: "Garlate, conoscere e inventare insieme un paese" di P. De Gradi.

La vasca, che si trova sulla sponda sinistra del torrente Orco e che appunto la alimentava, era stata costruita in funzione del lavoro della filanda, (1841-1950). E’ lunga 17 metri e larga 8.

Il Comune l’ha acquistata nel 1970, assieme alle altre proprietà Abegg. L’acqua del torrente Orco che qui entrava attraverso una griglia, trovava due tubi di scarico, di cui uno portava l’acqua alla filanda e l’altro portava l’acqua alla fontana di casa Mantegazza. Da qui alla casa Gnecchi ed infine nelle proprietà Abegg.

Il torrente Orco ha acqua pressocchè perenne, e questa riserva serviva anch’essa ai vari usi della lavorazione della seta. A proposito dei vari usi di questa vasca, si ricorda anche che fin verso il 1930, durante le gelate invernali, qui si accumulavano riserve di ghiaccio che venivano poi prelevate. Il ghiaccio veniva rotto e uncinato, messo in gerle e trasportato nelle due ghiacciaie del paese, i cosiddetti "giazzérî".

Una è ancora oggi visibile all’inizio della strada per Galbiate, "la Giazzéra", mentre l’altra si trovava in via S. Rocco; erano i frigoriferi di allora. Nei pressi della vasca è interessante la presenza del "Sassone", un grosso masso di serpentino lungo 3 metri che proviene dalla Val Malenco in Valtellina e che ha percorso circa 80 Km. trasportato dal ghiacciaio.

Circa 10-12 mila anni fa il ghiacciaio che riempiva la nostra vallata, ora occupata dal lago, aveva iniziato a sciogliersi lentamente ed a ritirarsi, trascinando pian piano a valle grosse quantità di ghiaia e di massi. Il torrente Orco in seguito prese a scorrere più o meno dove si trova ora, creando allagamenti nella parte bassa del paese.

La parte alta invece, grazie al "masso sacro", risultò protetta e lì sorsero i primi insediamenti abitativi di Garlate, probabilmente anche perché protetti dal salto di roccia a fianco del Crotto. E’ probabile che in passato, 3-4 mila anni fa, il "Sassone" avesse una funzione religioso-propiziatoria. Lo si deduce dal fatto che sul dosso superiore si vedono dei piccoli incavi a forma di scodelline (coppelle), nei quali forse veniva versato l’olio per alimentare la fiamma di uno stoppino; come è anche possibile che servissero per altre cerimonie, con vino od altro.

Il masso, grazie alla sua posizione, impedì spesso fino a non molti anni fa, prima della costruzione dell’attuale briglia in cemento, che le acque del torrente Orco, ingrossate dalle piogge, cambiassero percorso ed investissero la parte alta dell’abitato del paese.