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Le Corti di Garlate

Curt del Cürat

Tratto da: "Garlate, conoscere e inventare insieme un paese" di P. De Gradi.

Il suo nome trarrebbe origine dal fatto che l’immobile era di proprietà della Chiesa, (come lo è tuttora, almeno per una parte).

Archi, volte, finestre, tutto dice quanto sia antica e sia rimasta bella. Meriterebbe da sola una monografia! Vi abitavano "Chi de Sèpa", "Chi de Bram" e "Chi de la Surda". Con un po’ di fantasia vi possiamo ancora vedere le donne che si mettevano "a rosc", (facevano gruppo), "i fàven i scalfétt e i sulètt", (facevano la calza), le bambine che giocavano "a spazi".

E ciascuno raccontava "ognivon la sua", (ognuno quello che aveva da dire).

E i bambini "i faven i cumedi", potevano giocare liberamente: e giocare voleva dire scoprire. Gli anziani erano severità e timore, ma anche disponibilità e benevolenza: insomma un microcosmo ad elevato controllo sociale.